Toulouse-Lautrec non visiterà Torino nel 2016

Era stata annunciata come la mostra più importante mai realizzata al mondo sull’arte del conte Henri-Marie-Raymond-Richmond de Toulouse-Lautrec-Montfa-Sorfa, meglio noto semplicemente come Henri de Toulouse-Lautrec.

Più di 180 opere, dai manifesti ai dipinti, del maestro affetto da quella malattia ossea deformante [picnodisostosi] che lo contraddistinse e forse agevolò la sua propensione all’alcolismo che, complice la sifilide, lo portò alla morte a soli 37 anni.

Ebbene, questa figura emblematica della Parigi di fine Ottocento non approderà a Torino. Quella mostra, curata da Maria Teresa Benedetti, che al suo annuncio nell’autunno scorso aveva scosso gli animi dei più fervidi ottocentisti, non si terrà.

Cause? Ignote.

Indiscrezioni parlano di incompatibilità temporale con la precedente sede dell’esposizione, ovvero Palazzo Blu a Pisa. Stando al sito ufficiale della mostra, però, apprendiamo che si è conclusa il 14 febbraio scorso. Come può esserci incompatibilità di date se erano già mesi che si sapeva che avrebbe dovuto inaugurare a Torino l’8 giugno appena trascorso? Mi sfugge qualcosa.

Non mi si fraintenda: non voglio polemizzare a gratis. Possono esserci delle validissime ragioni per le quali una mostra debba saltare. La questione è: perché tutti tacciono? Insomma, se c’è un problema lo si fa presente con un comunicato ufficiale e tutti si mettono l’anima in pace. Invece dal Polo Reale Torino nessuno ha diffuso nulla, sui siti di riferimento non compare niente e sui social network sempre più persone si chiedono che fine abbia fatto quella mostra. Come anticipa Gabo sul suo blog probabilmente in autunno arriverà la mostra dedicata a Edward Hopper, ora in esposizione a Palazzo Fava a Bologna. Intanto da qui a ottobre Palazzo Chiablese rimarrà spoglio, con buona pace di turisti e torinesi.

La lacunosa comunicazione in merito non è però la prima figura poco riuscita del Polo Reale e delle sue mostre in quella sede.

Ricordate la mostra Doppio Sogno curata da Luca Beatrice nel primo trimestre del 2014? Lì la comunicazione fu diffusa, ma ciò che fece ridacchiare molte persone fu la sua chiusura anticipata. Intendiamoci: chiuse non per insuccesso ma perché arrivò una delle più belle mostre mai realizzate in Italia, ovvero Preraffaelliti. Utopia della bellezza[Qualcuno poi mi dovrà spiegare perché a quell’indirizzo internet adesso compaia in alto il logo ufficiale e sotto un blog di manicure. Non potevano lasciare il sito originale? Bah.] Però diciamolo: Doppio Sogno era una mostra altalenante. Il Teseo Screpolato di Igor Mitoraj esposto nella piazza antistante Palazzo Reale era straordinario, ma il Damien Hirst inedito era imbarazzante a detta di molti, tanto per fare un esempio. Quindi la sua chiusura anticipata arrivò, possiamo dire, per una buona ragione, però prestò il fianco ai detrattori che non videro l’operazione come uno straordinario indice di serietà. Un programma di mostre andrebbe rispettato. Soprattutto se quella mostra sta facendo grandi incassi.

E come non ricordare la questione sulla mostra dedicata a Tamara De Lempicka? Si fece, certo che si fece. Fu ben organizzata e rientrò in quel pacchetto miracoloso organizzato da Il Sole 24 Ore Cultura che portò a Torino anche i preraffaelliti prima e Matisse dopo. Dico miracoloso perché, che siano piaciute o meno, erano organizzate davvero bene. La polemica che però in quel caso balzò alle cronache cittadine fu legata al fatto che dopo che il vescovo di Torino mons. Nosiglia ebbe espresso perplessità in merito alla mostra [a pochi passi si sarebbe tenuta contemporaneamente l’ostensione della Sacra Sindone] pare si cercò di spostare Tamara in altre sedi e in altri tempi rispetto a quelli accordati. Tutto si risolse per il meglio, ma non ne uscì una bella figura con gli organizzatori che, fraintendimenti o meno, minacciarono di interrompere la collaborazione con la sede espositiva.

Insomma, la validissima neo direttrice del Polo Enrica Pagella avrà sicuramente scelto il meglio per la città, come sempre essendo persona seria e preparata. Ci si chiede semplicemente perché ciclicamente non si riesca a rispettare la programmazione e, anche laddove sia necessario modificarla, perché non lo si comunichi in trasparenza.

Che poi non so esattamente per quale ragione, ma sembra proprio che a Torino questo Toulouse-Lautrec abbia più ammiratori del previsto…

 

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